Ott 23

Dove nasce un getto cosmico: nuovi indizi dal buco nero di 3C 120

La galassia attiva 3C 120 nelle immagini Pan-STARRS1

Unendo raggi X e osservazioni radio, gli astronomi hanno ricostruito la regione interna che potrebbe permettere a un buco nero in rapido accrescimento di produrre un potente getto.

Per capire come nasce un getto cosmico bisogna osservare sia la materia che si avvicina al buco nero, sia quella che viene proiettata verso l’esterno. Una ricerca sulla galassia attiva 3C 120 ha messo insieme queste due prospettive, combinando il telescopio spaziale XRISM con reti internazionali di radiotelescopi.

La galassia attiva 3C 120 nelle immagini Pan-STARRS1
La galassia attiva 3C 120 in una composizione dei dati Pan-STARRS1 nei filtri i, r e g. L’immagine mostra la galassia ospite; non risolve la regione di lancio del getto. Crediti: Pan-STARRS1 Surveys / PS1 Public Science Archive, tramite Wikimedia Commons (CC0 1.0).

Il risultato suggerisce che il disco di accrescimento cambi struttura avvicinandosi al centro. La componente relativamente fredda e sottile si interromperebbe a circa venti raggi gravitazionali; più all’interno troverebbe spazio un flusso di plasma caldo e spesso. La forma della riga di emissione del ferro, misurata nei raggi X, ha permesso di stimare questa transizione.

Le osservazioni radio aggiungono un tassello: prolungando verso il centro il profilo del getto, la sua origine risulta compatibile con la regione interna calda.

Un ambiente di questo tipo potrebbe sostenere i campi magnetici necessari a estrarre energia dalla rotazione del buco nero. È un sostegno al meccanismo di Blandford–Znajek, ma non una dimostrazione definitiva del funzionamento di tutti i getti: serviranno confronti con altri sistemi.

Fonti: Noda e collaboratori, The Astrophysical Journal Letters (preprint su arXiv); Università di Tohoku, 20 ottobre 2026; Media INAF, 22 ottobre 2026.

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