12 luglio 2022

La prima immagine dal James Webb Space Telescope JWST

Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha prodotto l'immagine a infrarossi più profonda e nitida dell'universo lontano fino ad oggi. Conosciuto come il primo campo profondo di Webb, questa immagine dell'ammasso di galassie SMACS 0723 è traboccante di dettagli. Migliaia di galassie, inclusi gli oggetti più deboli mai osservati nell'infrarosso, sono apparse per la prima volta alla vista di Webb. Questa fetta del vasto universo ha all'incirca le dimensioni di un granello di sabbia tenuto a distanza di un braccio da qualcuno a terra che osserva il cielo. Ecco la prima immagine del telescopio spaziale JAMES WEBB! Questo campo profondo, ripreso dalla NIRCam (Near-Infrared Camera) di Webb, è una composizione di immagini a diverse lunghezze d'onda, per un totale di 12,5 ore di posa, raggiungendo profondità a lunghezze d'onda infrarosse ben oltre i campi più profondi del telescopio spaziale Hubble, che hanno richiesto settimane. L'immagine mostra l'ammasso di galassie SMACS 0723 come appariva 4,6 miliardi di anni fa. La massa combinata di questo ammasso di galassie agisce come una lente gravitazionale, ingrandendo le galassie molto più lontane dietro di esso (quelle righine rosso-arancione un po' ricurve che circondano il centro della fotografia). La NIRCam di Webb ha messo a fuoco quelle galassie lontane: hanno strutture minuscole e deboli che non sono mai state viste prima, inclusi ammassi stellari e caratteristiche diffuse. I ricercatori inizieranno presto a saperne di più sulle masse, le età, le storie e le composizioni delle galassie, mentre Webb va alla ricerca delle prime galassie nell'universo. Questa immagine è tra le prime immagini a colori del telescopio. La suite completa verrà rilasciata martedì 12 luglio, a partire dalle 10:30 EDT, durante una diretta TV della NASA. Ulteriori informazioni potete trovarle qui


3 marzo 2021

Immagini, video e suoni da Perseverance, Marte

Il rover Perseverance continua a stupirci. Ogni giorno la NASA invia immagini, video e addirittutra i primi suoni dal pianeta Marte. Il rover Mars 2020 Perseverance indagherà una regione di Marte in cui l'ambiente antico potrebbe essere stato favorevole alla vita microbica, sondando le rocce marziane alla ricerca di prove della vita passata. Durante la sua indagine, raccoglierà campioni di suolo e roccia e li piazzerà in punti strategici sulla superficie per un potenziale ritorno sulla Terra in una futura missione. Uno spettacolare video della fase di atterraggio sul pianeta rosso è presente su youtube a questo link oppure qui a fianco. Il sito del Jet Propulsion Laboratory è in continuo aggiornamento e ci mostra tutte le immagini, i video e addirittura i suoni di Marte. Per ascoltare i suoni vai a questo link - SUONI DA MARTE


22 settembre 2020

Radiotelescopio di Arecibo, addio

La National Science Foundation (NSF) ha deciso oggi che verrà avviata una chiusura graduale dell'osservatorio di Arecibo, per anni il più grande radiotelescopio del mondo con i suoi 305m di diametro, nell'isola di Porto Rico. Una decisione sofferta ma inevitabile: la National Science Foundation, che gestisce la struttura, è stata irremovibile. Il radiotelescopio è troppo danneggiato e non c'è modo di ripararlo in sicurezza. Andrà smantellato. Questa è solo la conclusione di una lunga saga di sventure. Il radiotelescopio di Arecibo è stato costruito 57 anni fa, e con i suoi 305 metri di diametro è stato il più grande del mondo per oltre 50 anni. Nel 2017 la struttura subì pesanti danni a causa dell'uragano Maria, uno dei più distruttivi a colpire l'isola di Porto Rico. Quest'estate, ad agosto, un cavo ausiliario si è spezzato, cadendo sul disco del telescopio danneggiandolo ulteriormente. La struttura è stata sottoposta a ispezioni per determinarne lo stato e la riparabilità, ma a ottobre un altro cavo, stavolta uno principale e pure ritenuto relativamente sano, si è spezzato, rovinando sul disco e danneggiandolo ancora di più. Il risultato delle ispezioni è giunto oggi, con la decisione da parte della National Science Foundation di decomissionare la struttura. Quasi tutti i cavi mostrano usura e corrosione troppo avanzata, alcune delle torri che sostengono la piattaforma centrale potrebbero crollare senza preavviso sulle strutture circostanti. E una volta che una struttura pericolante inizia a collassare non c'è modo di arrestare il processo. La rottura di un altro cavo aumenterebbe ancora di più il carico sui cavi rimanenti, già danneggiati dall'età, e questo potrebbe causare un effetto domino con la distruzione incontrollata dell'intero telescopio. E quindi Arecibo andrà smantellato, nel modo più controllato possibile e "accompagnando" quello che è l'ormai inevitabile collasso completo della struttura. Arecibo è famoso per il suo ruolo nel film Contact, e nel progetto SETI voluto da Carl Sagan. La demolizione di Arecibo lascerà un gran vuoto in tutti gli appassionati di radioastronomia e nella ricerca scientifica in generale.
AGGIORNAMENTO 1/12/2020 Come previsto dagli ingeneri della NSF è avvenuto il crollo della struttura del fuoco principale a causa della rottura di ulteriori cavi di sostegno. Potete vedere il video qui a fianco

Il crollo della struttura del fuoco principale


22 settembre 2020

La fotocamera digitale più grande del mondo è astronomica

Gli scienziati dello Slac (Stanford Linear Accelerator Center) National Accelerator Laboratory – uno dei 17 laboratori nazionali del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America – hanno finalmente testato la fotocamera del futuro Osservatorio Vera C.Rubiin, Il Large Synoptic Survey Telescope (con sigla LSST): l'incredibile risoluzione raggiunta è di 3200 Megapixel. I 3.2 miliardi di Pixel sono realizzati con uno straordinario array di 189 sensori individuali, o dispositivi ad accoppiamento di carica (CCD), ognuno dei quali con una risoluzione di 16 megapixel, circa come i sensori di imaging delle più moderne fotocamere digitali. Uno di questi test è stato scattare le prime immagini da 3200 megapixel di una varietà di oggetti, incluso un broccolo romanesco, scelto per la sua struttura superficiale estremamente dettagliata. Le immagini risultanti sono così grandi che sarebbero necessari 378 schermi TV 4K ad altissima definizione per visualizzarne una sola a grandezza naturale, e la loro risoluzione è così alta che si potrebbe vedere una pallina da golf da circa 24 chilometri di distanza.


16 agosto 2020

Forse risolto il mistero di Betelgeuse, la stella sarebbe stata oscurata da un'eruzione

Una gigantesca eruzione sarebbe la causa più probabile dell'improvviso calo di luminosità della stella Betelgeuse, che a cavallo tra 2019 e 2020 aveva fatto preoccupare gli astronomi tanto da far sospettare perfino un'imminente esplosione. A risolvere il suo mistero è stato il telescopio spaziale Hubble, di Nasa e Agenzia spaziale europea (Esa): grazie alle sue osservazioni nell'ultravioletto, è stato possibile individuare l'espulsione dalla superficie stellare di un'enorme quantità di materiale incandescente, che avrebbe poi formato una nube di polvere responsabile dell'offuscamento. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal. Qui il link diretto all'articolo
Secondo la ricostruzione dei ricercatori, da settembre a novembre 2019 un'enorme massa di plasma ultracaldo si è sollevata dalla superficie di Betelgeuse per dirigersi verso la sua atmosfera esterna: da qui ha continuato a viaggiare per milioni di chilometri, raffreddandosi e trasformandosi in un'immensa nube di polvere, proprio quella che per mesi ha oscurato circa un quarto della superficie della supergigante rossa rendendola quasi irriconoscibile fino ad aprile. "Con Hubble abbiamo osservato il materiale mentre abbandonava la superficie visibile della stella e si allontanava attraverso la sua atmosfera, prima che si formasse la polvere che l'ha oscurata", spiega Andrea Dupree, direttore associato del Centro Harvard-Smithsonian per l'astrofisica a Cambridge. "Abbiamo così potuto vedere l'effetto di una regione densa e calda che dalla porzione sudorientale della stella si è spostata verso l'esterno. Era materiale da due a quattro volte più brillante della normale luminosità della stella. Poi, circa un mese dopo, l'emisfero meridionale di Betelgeuse si è oscurato in modo evidente, man mano che la stella appariva più pallida. Pensiamo sia possibile che l'emissione rilevata da Hubble abbia prodotto una nube scura"

La stella Betelgeuse, oscurata da eruzione (fonte: ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser) RIPRODUZIONE RISERVATA

30 luglio 2020

Perseverance, partita verso Marte la missione Nasa

Lanciata la missione Mars 2020 della Nasa, la terza diretta a Marte partita negli ultimi dieci giorni dopo quelle degli Emirati Arabi e della Cina. Il lancio è avvenuto dalla base dell'Aeronautica Usa a Cape Canaveral con un razzo Atlas 5 e porta verso Marte Perseverance, il quinto rover della Nasa a posarsi sul pianeta rosso, questa volta per fare da apripista alle future missioni con astronauti e per cercare tracce di vita passata o forse presente.
Il più sofisticato robot mai inviato verso un altro pianeta toccherà il suolo di Marte il 18 febbraio 2021 nel cratere Jezero, l’antico letto di un fiume nei cui sedimenti, lì dove miliardi di anni fa c’era acqua, cercherà tracce fossili di vita passata e ghiaccio sotto la superficie , iniziando a testare le tecnologie che permetteranno un giorno, anche a equipaggi umani, questo nuovo, grande balzo.


3 luglio 2020

Un time-lapse di 10 anni di immagini del Sole (NASA)

Un unico video per dieci anni di vita del Sole condensati in un time-lapse di poco più di un'ora. Il filmato spettacolare, che potete guardare qui a fianco, è frutto del lavoro di montaggio degli scienziati del Goddard Space Flight Center della Nasa, con migliaia di foto raccolte nell'arco di 10 anni dal Solar Dynamics Observatory (SDO), il telescopio spaziale lanciato nel 2010 per studiare la nostra stella.
Il Solar Dynamics Observatory ha catturato oltre 425 milioni di immagini, per un totale di 20 milioni di gigabyte di dati, che mostrano fenomeni altrimenti invisibili ai nostri occhi. Gli scatti montati, uno per ogni ora di osservazione dal 2 giugno 2010 all'1 giugno 2020, mostrano anche dettagli e caratteristiche relativi alla corona solare, la parte più esterna dell'atmosfera del Sole, con le sue particelle di plasma in continuo movimento.
Tra i momenti più belli, quello accaduto tra il 5 e il 6 giugno 2012 (minuto 12:24). Si può notare una macchia rotonda e scura che attraversa l'inquadratura: si tratta del pianeta Venere, il cui prossimo transito davanti al disco solare avverrà soltanto nel 2117.